DEPOSIZIONE ANOMALA DI UNA LUCHERINA

 

 

Questa particolare storia, riguarda una lucherina ancestrale, nata nel mio allevamento, nel 2004, che ha deposto un gran numero di uova, 36 per la precisione, direi quasi ininterrottamente se non per alcune brevi pause.

La storia risale, precisamente al giorno: 14/04/07 giorno dell'inizio della deposizione e continuata fino al giorno 25/05/07 giorno della fine deposizione.

Ha deposto per ben 36 volte, si è fermata solamente per alcune pause, esattamente; la prima: tra il quinto e il sesto giorno, la seconda: tra il ventiduesimo e il ventitreesimo e l'ultima: tra il ventinovesimo e il trentesimo.

La percentuale di fecondità delle uova deposte, è stata del 65%-67%, quindi con : 23-24 piccoli portati all'indipendenza.

I piccoli sono stati passati sotto balia, per causa di forza maggiore; sia per il fatto che la lucherina per una questione ormonale non aveva lo stimolo della cova, sia per una questione pragmatica, in quanto non era materialmente possibile, anche volendo farle covare tutte quelle uova.

Il maschio, che con lei era alloggiato, è stato un maschio bruno del 2006, che non ho mai allontanato dalla sua compagna, che si è dimostrato super, sia come partner che come provetto gallatore.

IL suo comportamento non ha evidenziato nessuna anomalia, o meglio tutto rientrava nella norma, tutto ciò riferito sia al maschio che alla femmina della suddetta coppia.

L'unico neo, che ho evidenziato nella lucherina è che: dedicava molto tempo alla costruzione dei nido, ritoccandolo giornalmente, depositando al suo interno costantemente la juta, girovagando sempre per la volieretta con delle pagliuzze nel becco; però nonostante tutto finiva sempre col deporre all'interno dello stesso cestino, privo però di ogni imbottitura.

Per quanto riguarda l'alimentazione, non ho adottato particolari accorgimenti o stregonerie, che possano giustificare in certo qual modo questa deposizione cronica.

Utilizzo un misto di semi base per canarini, scagliola, niger, canapa e lino, con ulteriore diluizione con altra scagliola per diminuire la quota energetica della razione stessa, onde evitare che gli abitanti della volieretta possano ingrassare, data la loro incline predilezione all'obesità.

La solita spiga di panico sempre a dispozione, che ha la doppia utilità di: distrarre gli animali dalla monotonia della gabbia e nel contempo costringerli ad ingerire il sanissimo seme di panico, leggero, digeribile e proteico.

Come pastone invece, utilizzo un composto fatto "in casa".

Ciò non vuoi dire che non abbia fiducia nei pastoni del commercio.

Questo sfarinato è interamente formulato con prodotti provenienti da agricoltura biologica, di massima affidabilità.

Lo stesso mi è stato "tramandato" da un caro amico e socio fondatore della mia associazione La Vittoria Alata di Brescia, Roberto Carrera.

11 pastone che utilizzo, è ormai stabile e negli anni, ho apportato qualche modifica per equilibrare tra loro protidi e carboidrati e fino ad ora sta donando le soddisfazioni sperate.

La base dello stesso è composta da: pane tostato, farina di estrazione di soia, latte in polvere, germedi grano, glutine di mais, lievito di birra, Sali minerali e vitamine... ..questo per citare qualche suocomponente.

Oltre ciò, somministro anche molta frutta e verdura, che è molto gradita.

In particolare: crescione, dente di Icone, centocchio, cerfoglio; alternati alla somministrazione dellamela e del cetriolo.

Altra cosa che posso permettermi di somministrare sono: le spighe di miglio e spighe di panico allo stato lattginoso, che coltivo personalmente nel mio orticello sotto casa.

Rimango stranito da questa storia perché, pur essendo molto ordinato nelle mie cose e nella gestione del mio allevamento, annotando ogni anomalia in positivo ed in negativo, non ho riscontrato nelle generazioni passate, nessuna storia simile.

Ribadisco l'importanza dell'allevamento allo stato naturale, per evitare che agenti esogeni possano influire sulla vita dei nostri amati animali.

Tanto è che, non effettuo nessun trattamento preventivo, con nessun tipo di farmaco.

Perciò, i primi 5 giorni di ogni mese, aggiungo nell'acqua da bere un estratto di erbe, che

somministro in ragione di: 10 mi per litro d'acqua.

Le erbe presenti sono: finocchio, gramigna, carciofo e ortica.

Per quanto riguarda il fotoperiodo, non vi sono state modificazioni rispetto agli anni passati.

Utilizzo per gli uccelli all'interno del garage, un apparecchio alba-tramonto               che sincronizzo con il fotoperiodo naturale.così che entrambi i gruppi di uccelli possano partire quasi nello stesso periodo.

Dico quasi, perché ovviamente quelli alloggiati all'interno, hanno una temperatura diversa e quindi qualche coppia parte sempre in anticipo.

Quindi, per concludere, ho praticamente lasciato invariato il fotoperiodo con le ore di luce naturali.

Preciso che non ho allontanato la lucherina dalla sua volieretta, perché ho creduto che fosse una storia interessante da studiare e da monitorare.

Non ho soltanto agito nell'interesse della scienza, ma ho agito anche nell'interesse degli animali e del loro benessere, perché durante questo periodo, non ho notato alcun segno di malessere, di cedimento o di stress, anzi delle volte la lucherina in questione saltellava e svolazzava al pari o meglio di altri uccelli che conducevano la loro vita rientrando nella normalità, comprese le normali funzioni fisiologiche.

Alla fine, però, mentre operavo il solito giro di controllo dei nidi alle ore 7.00 del mattino, controllo il suo nido e tutto filava liscio, addirittura era imbeccata dal maschio mentre era accovacciata nel cestino di vimini.

Dopo aver terminato il controllo generale, ritorno da lei verso le ore 9.00 ed ho notato qualcosa di strano, era cambiata, sembrava sofferente; mi ha lanciato l'ultimo sguardo e mentre continuava a fissarmi si è spenta, chiudendo gli occhi per abbandonarsi al sonno eterno, come se avesse aspettatoil mio ritorno, come se avesse aspettato che finissi il giro dei nidi per salutarmi e poi andar via.